accedi - esci

L’accesso ad ulteriori approfondimenti è consentito solo agli utenti registrati.

Per effettuare la registrazione cliccare su ...

... e seguire le indicazioni.

Messaggio

Messaggio
  • Direttiva e-Privacy EU

    Questo sito web utilizza i cookies per gestire l'autenticazione, la navigazione, e altre funzioni. Utilizzando il nostro sito, l'utente accetta che possiamo mettere questi tipi di cookies sul suo dispositivo.

Puglisi S. (2013). DOMENICO. L’AMORE PIÙ GRANDE. Editore: APED.

Attenzione: apre in una nuova finestra. PDFStampa

Recensioni - disabilità intellettiva

DOMENICO. L’AMORE PIÙ GRANDE
Racconto di un padre

Domenico nasce a Milano nel 1970 e fin dai primi giorni di vita sono evidenti alcuni problemi. Quegli “occhi a mandorla” e quelle “manine un po’ tozze” fanno pensare subito alla sindrome di Down.

 

A raccontare la sua storia è il padre, Salvatore Puglisi, spinto dal “bisogno di doverlo fare”. “Domenico l’amore più grande” non è soltanto la storia di un figlio ma è prima di tutto la storia di una famiglia che ha dedicato tutta una vita per crescere al meglio un “bambino allegro, imprevedibile e spericolato”, affetto da una sindrome di cui all’epoca si parlava ancora poco. Salvatore denuncia la mancanza di informazioni e l’assenza di punti di riferimento istituzionali, così importanti per le famiglie in queste situazioni, trovati in seguito grazie al prezioso aiuto dei parenti siciliani. Da Milano a Lentini, il viaggio di Salvatore e della sua famiglia colleziona mille esperienze, dall’inserimento in asilo, riuscito grazie alla professionalità della maestra Claudia, all’anno trascorso in istituto, dai periodi passati in ospedale fino alla nascita della cooperativa “Nuova Vita” fondata dallo stesso Salvatore per offrire ai bambini disabili specifici programmi di riabilitazione. Esperienze che hanno maturato in questo padre la consapevolezza che la disabilità richiede prima di tutto “amore, comprensione, pazienza e capacità di relazione”, senza forzature né imposizioni, e quella dell’inevitabile dolore che nasce dall’incertezza del domani: “dove sarà mio figlio e nelle mani di chi – si chiede Salvatore – quando io e mia moglie non ci saremo più?”

 

 

Fonte: Redattore Sociale (www.redattoresociale.it)

Valutazione attuale: / 0
ScarsoOttimo